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“UT VELOCIUS UT VEHEMENTIUS”
Il motto della Cavalleria

 

«Gettare il cuore al di là dell’ostacolo per
andare a riprenderlo: questa è la Cavalleria!»

 Marcia di ordinanza dell’Arma di Cavalleria

 

Figlio di militare – suo padre era ufficiale del Corpo Forestale – Ugo Macera ha seguito le orme paterne pur coltivando interessi culturali ed accademici. I due percorsi esistenziali, carriera e studio, si sono snodati infatti paralleli.

Mentre studiava per conseguire più tardi due lauree, quella in Legge prima e quella in Scienze Politiche poi, complementate da una specializzazione in Medicina Legale, frequentava la Scuola di Cavalleria a Pinerolo, da cui usciva col grado di ufficiale.

 

Pinerolo
Pinerolo

Con tale grado veniva inviato in Albania, partecipando ad azioni di guerra.


Albania

L’impegno militare sul campo gli consentiva altresì di distinguersi nelle competizioni equestri a Villa Borghese a Roma, dove partecipava, con brillanti esiti, ai concorsi ippici che vi si tenevano, come questo che si svolse nel 1938.


Villa Borghese

Per questi e altri meriti, Ugo Macera veniva destinato a Parma, quale ufficiale di ruolo effettivo nel Reggimento Cavalleggeri Guide.


Parma

Nella particolare situazione di belligeranza, tutto doveva servire a tenere alto il morale dei combattenti, anche le relazioni sentimentali. Per cui le fidanzate, elette “madrine di guerra”, svolgevano tale compito scrivendo quasi quotidianamente affettuose lettere di incitamento ai loro amati al fronte o in procinto di andarci. Qui ritratta è la bella “madrina” di Ugo Macera.

 

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