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Chiamato a dirigere la Criminalpol all’EUR a Roma, Ugo Macera svolse il suo incarico in sede e anche guidando la scorta per insigni personalità della politica e della diplomazia, italiane e straniere, sia sul territorio nazionale sia in missione all’estero.
È del 1964 il suo viaggio a Londra, al seguito del Presidente del Consiglio Aldo Moro, che gli rilasciava un attestato con il suo apprezzamento per il servizio svolto nel delicato incarico.

 

 Il suo speciale rapporto con Scotland Yard, maturato durante un precedente periodo di permanenza presso il celebre organismo di polizia del Regno Unito, gli valeva l’incarico di fare luce su una catena di delitti e crimini patrimoniali che si erano verificati nella comunità italiana di Melbourne in Australia. Collaborando sotto copertura con le autorità di polizia locali, Ugo Macera riusciva “a far tacere la lupara in Australia”, come riportato con grande evidenza e soddisfazione dai giornali dell’epoca, sia australiani sia nostrani. Il giovane e tenace poliziotto italiano era riuscito a debellare la criminalità delle cosche di esportazione, facendo arrestare i responsabili e riportando l’armonia e la pacifica convivenza nella grande, operosa e altrimenti rispettata comunità italiana di Melbourne.

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«Il Giorno»


«La Nazione»


«Il Globo»

Raggiunto il successo, Ugo Macera ricevette a Melbourne il doveroso riconoscimento delle autorità. Fu intervistato dai giornali e alla televisione. «Ho dato solo il mio contributo – dichiarò – a un’indagine già sapientemente avviata dai miei colleghi australiani. Senza il loro ausilio il mio lavoro non avrebbe dato i risultati ottenuti».


«The Age»


«The Sun»

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